Convivenza

C’è un piccolo delizioso film italiano da non perdere “Pranzo di Ferragosto” di Gianni De Gregorio, che descrive la condizione degli anziani (borghesi e sani) e dei loro familiari. La conclusione del film è che tutte e tutti, magari dormendo sul divano, stanno meglio in compagnia che nella solitudine del proprio appartamento.
Al CAFFÈ FREUD la Con-vivenza, sia micro che macro, e il superamento delle difficoltà implicite, è stata sin dal suo inizio nel 1998, la missione primaria.
Fin dalla nascita, il Caffè Freud ha raccolto, tra tante cose, il disagio di moltissime persone che vivono sentendosi eccessivamente divise: singol, ed anche coppie, mamme, bambini, anziani, rinchiusi in una solitudine dolorosa, come lo sono tutte le situazioni in cui scarseggiano i riconoscimenti e glistimoli sociali. Gli appartamenti sono diventati delle prigioni dorate all’interno delle quali ci chiudiamo dentro da soli.

In una ricerca fatta a Milano dal Politecnico il 90% delle persone era soddisfatta della propria casa, ma poi lamentava la perdita delle dimensioni di quartiere e del vicinato e aspira a una dimensione della vita permeata di valori sociali più forti degli attuali, come amicizia, mutualità, condivisione. Viviamo in una società sempre più “dissociata”: coppie separate, famiglie dislocate, amicizie sparse nel mondo, ecc..in palazzi costruiti quando le famiglie erano strutturate molto diversamente.
I genitori che lavorano hanno bisogno per i loro bambini assistenti all’infanzia, baby sitter, nonne, scuole materne. Gli anziani si sentono soli e inutili, e soprattutto i grandi anziani, hanno necessità di aiuto domestico, badanti, infermiere. I prezzi degli immobili, soprattutto nelle grandi città, sono sempre più alti e la crisi che ci sta travolgendo ci renderà sempre più difficile l’acquisto e la gestione di un appartamento tradizionale ed anche le badanti e le infermiere.
Ma poiché ogni situazione negativa nasconde un’opportunità positiva, proprio ora che la frana economica sta travolgendo la nostra società, proprio ora possiamo trasformare positivamente la situazione rivedendone tutta l’organizzazione, a cominciare dall’abitare.

Perciò è diventato prioritario inventare nuove forme di convivenza. Un appartamento individuale e spazi collettivi forma il co-housing, o Condominio Solidale, un sistema di abitazione che nasce dall’incrocio fra le necessità economiche del caro-casa e le esigenze di vivere in modo più collegato agli altri, un modo più condiviso, dell’attuale e come strategia di sviluppo più sostenibile per il mondo in difficoltà. Il termine cohousing è utilizzato per definire degli insediamenti abitativi composti da abitazioni private corredate da ampi spazi (coperti e scoperti) destinati all’uso comune ed alla condivisione tra i cohousers. Tra i servizi di uso comune vi possono essere ampie cucine, spazi per gli ospiti, laboratori per il fai da te, spazi gioco per i bambini, palestra, piscina, internet-caffè, biblioteca ed altro.” Il cohousing è nato in Danimarca verso la fine degli anni ’60, diffondendosi negli Stati Uniti e nel resto dell’Europa.

Il Caffè Freud ha preso l’iniziativa di organizzare una serie di incontri sul tema del “Ri-disegnare la società, a cominciare dall’abitare e del vivere insieme. Anche chi ha la sua bella casa è invitato a partecipare per riprogettare. Non chiediamo solo l’intervento degli specialisti, ma anche quello di chi desidera collaborare e progettarsi in un futuro diverso.
Al Caffè Freud coltiviamo l’erba “VOGLIO”, quella buona, che ci fa bene e non confligge con quella altrui. Il Co-housing o Condominio Solidale diventa un’esigenza cruciale che cambia la nostra vita, il disegno delle città e della società.